venerdì 27 febbraio 2015

KARPOS...Ottimo capo tecnico..da provare!







BUSAZZA W FLEECE

Maglia zip aperta con tasche. Realizzata in Polartec® Thermal Pro® Hight Loft e Polartec® Power Stretch® Pro. Particolarmente leggera e termica è ideale come secondo strato in condizioni climatiche estreme. Asciuga rapidamente.

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TESSUTI




KARPOS E LA TRANSCAVALLO

MATTEO EYDALLIN E DAMIANO LENZI VINCONO LA 32^ EDIZIONE DELLA TRANSCAVALLO.

Matteo Eydallin e Damiano Lenzi vincono la 32^ edizione della Transcavallo. Tra le donne Elena Nicolini e Laura Besseghini iscrivono il loro nome nell’albo d’oro. Anche la seconda tappa è stata funestata dal brutto tempo.
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Domenica mattina dopo 1:14’54’’ di gara al traguardo di Col Indes si sono schierati in quattro per concludere la seconda tappa della 32^ edizione della Transcavallo, competizione di scialpinismo a squadre intitolata a Corrado Azzalini. Le due squadre del Centro Sportivo Esercito, Matteo Eydallin-Damiano Lenzi e Manfred Reichegger-Michele Boscacci dopo aver corso tutta la gara insieme hanno deciso di tagliare il traguardo nello stesso momento. Alle loro spalle, dopo poco più di un minuto e mezzo, hanno conquistato il terzo gradino del podio Denis Trento e Tadei Pivk. In quarta posizione si sono classificati Filippo Beccari e Martin Weisskopf, mentre Davide Pierantoni e Michael Moling hanno conquistato il quinto posto. Nella gara femminile c’è stata la conferma della squadra formata da Laura Besseghini e da Elena Nicolini. Le vincitrici hanno fermato il cronometro con il tempo di 1:32’32’’, in seconda posizione si sono classificate Martina Valmassoi e Katia Tomatis. Il podio è stato completato da Cecilia De Filippo e Birgit Stuffer. Da segnalare il quarto posto di Corinna Ghirardi e di Federica Osler, mentre la quinta piazza è stata conquistata da Elisabeth Bonetto e da Sylvia Berghammer.11018737_832139546846628_4581960626779847773_nLa seconda tappa della Transcavallo, come anticipato al briefing tecnico di sabato sera, si è svolta all’insegna delle condizioni meteo difficili. Le forti raffiche di vento, le nuvole basse e una fitta nevicata hanno costretto gli organizzatori a ridisegnare alle prime luci dell’alba il percorso che avrebbe decretato i vincitori della 32^ edizione. Un percorso più breve che purtroppo non ha raggiunto la vetta del Monte Guslon resa impraticabile dalla poca visibilità e dal forte vento. In totale i chilometri da percorrere erano poco più di dieci con 1385 metri di dislivello positivo da affrontare in due salite. Oltre allo svolgimento della 32^ Transcavallo che si è avvalsa della importante collaborazione di due aziende leader nel mondo dello scialpinismo come Karpos e Scarpa, domenica mattina si sono disputati il Memorial Benito Saviane, gara riservata alle categorie Cadetti e il Memorial Ernesto Mazzoran riservato alle categorie Junior. Daniele Soppelsa (Dolomiti Ski-Alp) ha vinto tra i cadetti, alle sue spalle Edoardo Favaretto (Dolomiti Ski-Alp) e Marco Padesi (Montanaia Racing). Nella categoria Junior è stato Enrico Loss (Sc Valdobbiadene) a vincere davanti a Fabio Pettinà e a Matteo Cuel entrambi porta colori dello Sci Cai Schio. Tra le ragazze la vittoria è andata all’azzurra dello scialpinismo Alba De Silvestro. Mara Martini e Laura Corazza sono rispettivamente seconda e terza. Nella categoria Master hanno vinto Manfred Holzer e Thomas Koller, dietro di loro si sono classificati Fabio Della Pietra e Ivan Lozza. Sul terzo gradino del podio sono saliti Michele Agostini e Fulvio Giovannini. Ancora una volta il Comitato Organizzatore ha dovuto cambiare i programmi in corso d’opera per assicurare il regolare svolgimento della gara ma soprattutto per garantire la sicurezza a tutti i concorrenti e ai numerosi volontari, oltre cento, lungo il tracciato. Questo weekend funestato dalle avverse condizioni meteo è stato un ottimo banco di prova in vista dei prossimi appuntamenti internazionali della Transcavallo. Il Comitato Organizzatore a fine mese saprà se le candidature per la Coppa del Mondo del 2016 e per i Mondiali del 2017 saranno state accolte dalla Federazione Internazionale.

Muztagh Ata..by Elena Spalenza (KARPOS)

MUZTAGH ATA

Mi sveglio all’alba all’interno della mia piccola tenda con la luce che passa attraverso la sottile ma robusta copertura. La sensazione è di essere coccolata, avvolta da grosse braccia che mi proteggono, come quando da bambina i miei genitori mi abbracciavano per tranquillizzarci. Un abbraccio che soffoca i rumori, quieta le paure da
forza e coraggio.
Oggi l’alba è anticipata da una luce rosea capace di smussare le imponenti cime, donando al paesaggio circostante un aspetto più dolce e avvicinabile. Il tempo è bello, si può uscire, portare il materiale al campo superiore, insomma procedere piano piano verso quella che sarà destinazione finale: la cima.
Tutto è vivo nelle giornate di bel tempo, ogni cosa risponde attivamente agli stimoli della natura e all’energia creata dal sole. C’è movimento attorno, voglia di muoversi, di spostarsi, di comunicare.
La montagna però cambia, può avere diverse facce, trasformarsi velocemente, diventare dura, addirittura ostile.
Sono questi i momenti in cui ti senti solo, abbandonato, lontano dal mondo.
Non siamo più abituati a rimanere soli; abbiamo continuamente bisogno di camuffare la nostra solitudine appellandoci al social network, alle moderne forme di comunicazione che ci illudono, di essere vicini, anche se in realtà ci allontanano sempre di più dalle cose semplici e reali.
La montagna è solitudine, è ricerca personale, è sfida con sé sessi, è coraggio di continuare o di fermarsi.
La cima è solo un pretesto, un obiettivo da raggiungere che spesso nasconde il senso vero di un’esperienza alpinistica: scoprirsi , crescere, maturare, diventare persone migliori che non vuol dire essere i migliori.
E’ questo il motivo per cui ho sempre voglia di ritornare, di scalare una nuova vetta, di mettermi in gioco, di faticare.
Questo per me è viaggiare, questo per me è l’alpinismo.
Muztag Ata
I wake at dawn inside my little tent as the light passes through the thin but strong fabric. It feels like I’m being hugged—enveloped by big arms that protect me, like when I was a child and my parents held me to comfort me. A hug that suppresses noise, quiets fears, and imparts strength and courage.
Today a rosy light announces the arrival of dawn, softening the imposing peaks and giving the surrounding landscape a sweeter and more approachable appearance.
The weather is good, and we can set out, carrying equipment and supplies to the upper camp—moving step by step toward our final destination: the summit.
Everything is alive when the weather is good. Everything responds to nature’s stimuli and the sun’s energy. There is movement—the desire to be active, to hit the trail, to communicate.
But the mountain changes. It can have different faces, transforming quickly, becoming hard, even hostile.
These are the moments when you feel alone, abandoned, far from the world. We aren’t used to being alone anymore. We always need to conceal our solitude by turning to social networks, to the modern forms of
communication that deceive us into thinking that we’re close, even if in reality we are continually distancing ourselves from the things that are simple and real.
The mountain means solitude, a personal search, a challenge to oneself, and the courage to keep going or to stop.
The summit is only a pretext, an objective that often hides the true significance of a mountaineering experience: discovering oneself, growing, maturing, becoming a better person.
This is why I always want to come back, to climb a new peak, to put myself to the test, to exert myself.
This, for me, is the journey. This, for me, is mountaineering.
Experience by Elena Spalenza

KARPOS 4EVER... SCIALPINISMO. I CONVOCATI PER LA TERZA TAPPA DI COPPA DEL MONDO



Dopo le 30 medaglie dei Mondiali a Verbier gli azzurri si preparano per la terza prova del circuito Scarpa ISMF World Cup in programma il prossimo weekend in Val Martello. Bendetti e Canclini diramano la lista dei convocati.
boscacci eydallin lenzi antonioliTra un paio di giorni la squadra azzurra di scialpinismo agli ordini di Stefano Bendetti e Davide Canclini partirà verso le nevi della Val Martello in provincia di Bolzano dove si correrà in occasione del Marmotta Trophy la terza tappa del circuito Scarpa ISMF World Cup.
Il programma del Marmotta Trophy prevede la prova Individuale che si correrà sabato 28 febbraio e la prova Sprint di domenica 1 marzo. Come da regolamento internazionale i percorsi della prova Individual avranno caratteristiche diverse a seconda delle categorie d’appartenenza. Le categorie Senior ed Espoir correranno lungo un tracciato di 15 chilometri con un dislivello di totale di sola salita di 1677 metri. Gli atleti dovranno affrontare quattro salite e tre discese con due tratti da percorrere a piedi con gli sci nello zaino.
Le categorie Senior donne, e Junior gareggeranno in un percorso ridotto con circa dieci chilometri di lunghezza e con 1280 metri di dislivello positivo. Anche in questo caso le salite saranno tre, le discese due e i tratti a piedi uno. La Sprint Race si disputerà al Centro Biathlon della Val Martello la domenica mattina.
Nelle classifiche provvisorie di Coppa del Mondo Davide Magnini e Giulia Compagnoni sono leader provvisori nella categoria Junior per quanto riguarda l’Individual Race. Valentino Bacca nella stessa classifica è terzo mentre Alba De Silvestro è seconda. Nella categoria Espoir Nadir Maguet è seconda dietro ad Anton Palzer. Il miglior azzurro nella categoria maggiore è Robert Antonioli, quinto. Tra le donne Katia Tomatis è ottava.
La Campagnoni è in testa anche alla classifica di specialità Sprint con Alba De Silvestro alle sue spalle. Tra gli Junior della classifica di specialità Sprint ci sono Nicolò Canclini e Pietro Canclini rispettivamente secondo e terzo. Nadir Maguet anche nella classifica Sprint è secondo. Robert Antonioli è al comando della classifica provvisoria Sprint, mentre la miglior italiana in questa disciplina è Elena Nicolini, quarta.
Nella classifica generale di Coppa del Mondo, Davide Magnini e Giulia Compagnoni sono in vetta alla classifica Junior, Nadir Maguet è secondo tra gli Espoir, mentre Robert Antonioli è terzo tra i Senior.
Senior M: Robert Antonioli, Michele Boscacci, Damiano Lenzi, Matteo Eydallin, Lorenzo Holzknecht, Pietro Lanfranchi, Manfred Reichegger.
Senior F: Elena Nicolini, Katia Tomatis, Martina Valmassoi.
Espoir M: Luca Faifer, Nadir Maguet, Federico Nicolini, Nicola Pedergnana, William Boffelli.
Espoir F: Alessandra Cazzanelli, Martina De Silvestro, Dimitra Theocharis.
Junior M: Valentino Bacca, Nicolò Canclini, Canclini Pietro, Davide Magnini.
Junior F: Giulia Compagnoni, Alba De Silvestro, Erika Rodigari.

giovedì 26 febbraio 2015

TREVISO MARATHON...1 MARZO 2015

OOOOOOO..Domenica c'è la Treviso Marathon
un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di running!




Potete seguire tramite il portale che trovate di seguito tutto quello che avviene 

http://www.trevisomarathon.com

ATTENZIONE!!!! Per chi vuole partecipare ma non ha la squadra c'è anche questa possibilità

Treviso Marathon lancia la proposta: "Se non hai la squadra, te la facciamo noi"

"Tutti per uno, uno per tutti": torna la Staffetta3x14; già il 30% di iscritti in più rispetto al 2014

Sarà ancora "Tutti per uno, uno per tutti" alla Treviso Marathon 1.2. Anche quest'anno il comitato organizzatore, guidato dal presidente Lodovico Giustiniani, ha deciso di riproporre la Staffetta 3x14 che tanto successo di partecipazione e di consenso ha avuto l'anno scorso. Una gara dove non si "vince" da soli, ma dove sarà divertente fare gruppo e sfidare piuttosto un'altra squadra, invece del cronometro o di un altro podista. Anzi, Maratona di Treviso lancia anche una proposta
La Staffetta 3x14 non competitiva è un modo nuovo e più leggero di concepire la maratona: si correrà sullo stesso tracciato, da Conegliano a Treviso, con arrivo sotto lo stessotraguardo in viale Burchiellati, ma dividendo i 42,195 km per tre. Nello specifico il primo frazionista correrà 14 km, il secondo 14,195 e il terzo 14. Confermati anche i punti logistici messi a punto lo scorso anno, nell'edizione del rinnovamento: i cambi avverranno in via Priula nelle vicinanze di una struttura coperta a Bidasio, in comune di Nervesa della Battaglia, 2 km dopo Ponte della Priula, e nei pressi della palestra della scuola elementare di Villorba, in via Centa. Il cambio avverrà con il passaggio del microchip (che non sarà posizionato in questo caso sul retro del pettorale, ma sarà in formato "braccialetto". La partenza della prima frazione è prevista per le 10.15 da via XXVIII Aprile 1945 a Conegliano (zona San Pio X), dove poco prima avranno preso il via i maratoneti. A "disposizione" degli staffettisti dunque le grandi emozioni di una maratona, la distanza regina dell'atletica su strada, ma fatica "divisa" per tre.

Dopo aver corso lo scorso anno, tornerà "in campo" anche quest'anno il team dell'amministrazione comunale di Villorba, che schiererà gli staffettisti dell'edizione 2014: ilsindaco Marco Serena, l'assessore Eleonora Rosso e il presidente del consiglio comunale, Riccardo Gagno.

In molti hanno dato la loro adesione (già superato abbondantemente il numero di 116 staffette dell'anno scorso), tra questi anche i collaboratori dei partner della maratona trevigiana (tra il quali Méthode e Viticoltori Ponte) a dimostrazione di un sodalizio non solo commerciale ma anche d'intenti.




Indossare l’Arva quando si fa fuoripista..il perché ti salva la vita!!

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Le scuole che organizzano corsi di scialpinismo e freeride registrano da anni il tutto esaurito. Le risalite, sci ai piedi, lontano dalla ressa degli impianti; le discese tra boschi e pendii di neve fresca riportano alle origini stesse dello sci. Insomma, scialpinismo come sport di grande libertà, ma che richiede grande preparazione, grande attenzione e soprattutto grande prudenza. Perché sciare fuori dai percorsi battuti e protetti significa dover fare i conti con la natura ed i suoi pericoli, valanghe in primis.
L’Arva, a questo proposito, diventa lo strumento indispensabile che non deve mai mancare nell’equipaggiamento di chi pratica scialpinismo. Cos’è?
Semplicemente un ricetrasmettitore in grado di trasmettere e ricevere segnali radio. All’inizio dell’escursione va indossato sotto la giacca e acceso in trasmissione. In caso di valanga invia ai soccorritori i segnali che consentono di localizzare in maniera tempestiva lo sciatore travolto.
Va ricordato infatti che il ritrovamento entro 15′ consente di recuperare una persona ancora in vita nel 93% dei casi. Tra i 15′ ed i 45′ la probabilità di sopravvivenza si riduce al 25%. Oltre i 90′ sotto una slavina sopravviene la morte per ipotermia.
Ma non va dimenticata la regola fondamentale: non è l’Arva che salva da una slavina, è il comportamento responsabile di chi pratica scialpinismo in un ambiente come quello alpino, dove il rischio valanghe esiste sempre.
Tratto da: www.sportoutdoor24.it

Sito Sentieri-vv..di nuovo on-line!!!!!

Finalmente il nostro sito si "è rimesso in piedi":-)

Troverete foto nuove e nuovi arrivi per la primavera/estate..appena arrivano:-)

Intanto navigate su quello che c'è 
e vi aspettiamo in negozio.